Attenzione: questo post non racconta La Verità, per la quale avremmo dovuto pagare alla Siae un prezzo troppo salato…

La Siae in Italia si ciuccia i proventi più disparati. Lo sapete tutti. Diritti sulle copie acquistate, supporti vergini, tariffe per le feste e i locali pubblici, tasse d’iscrizione… Un sacco di soldi. E li ripartisce “come cazzaccio gli pare”. Alla faccia dei suoi “soci” e dei consumatori finali. Un esempio, su tutti. Sempre che le cose non siano cambiate. La musica sacra paga sei volte la posta. Mi spiego. Mettiamo che io sia un “prete”.
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