Post con tag RRR – Roba Rigorosamente Riciclata
E#5 – dov’è il Dopo, e Rete4 non si vede più
7 feb
Così, a cavallo del nostro secchio, ci affacceremo al nuovo millennio,
senza sperare di trovarvi nulla di più di quello che saremo capaci di portarvi.
[Italo Calvino, Lezioni Americane]
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Egonauta
Libro I
Dove arriva l’inverno
Capitolo 5
Dov’è il Dopo, e Rete4 non si vede più
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-vuoi spiegarmi perché non me lo hai detto subito?- Amedeo cercava di inchiodare lo sguardo di Saverio, che invece come suo solito svicolava, scuotendo la testa come un grosso ciondolo, gli occhi guizzanti a cercare di distinguere dettagli invisibili disseminati sul pavimento, tra il mobilio o sul soffitto.
-non te l’ho detto perchè non c’eri. Insomma, arrivo in cima alle scale e mi vedo questo pacco giallo, solo che era a metà tra il nostro portone e quello della signora e/
-/e quando sono tornato?- Amedeo batteva la punta del piede destro sul pavimento, con impazienza.
-e quando sei tornato non c’ero io. E siccome stava lì in mezzo non ero sicuro se fosse per noi oppure/
-/non c’eri tu, è vero. Ma vuoi dirmi perché l’hai messo sotto il divano?
-insomma, ho visto era per te e allora/
-/mi ascolti? Perché l’hai messo sotto il divano?
-stavo giocando con la play, devo avergli dato un calcio…
-con la playstation eh?
-un calcio o due…
-grazie Saverio, grazie.
-…scusami, dai!
-…
-eddai, Amedeo, sempre a incazzarti, e fattela ‘na risata! Burocrate!
-accendi la televisione Saverio, che è meglio.

..per questa edizione straordinaria. La protezione civile raccomanda inoltre di razionare da subito le provviste. Per quanto riguarda le forniture di corrente elettrica, acqua e gas, il centro crisi ha già stabilito le priorità; i cittadini possono comunque stare tranquilli, se le condizioni non peggiorano già da dopodomani la situazione tornerà sotto controllo. Raccomandiamo di non uscire di casa e di non tentare di scavare cunicoli, per non correre il rischio di rimanere sepolti nella neve fresca… Continua >
E#4 – dove il Prima finisce, ma non lascia la scena
31 gen
Il Duca d’Auge sospirò
pur senza interrompere l’attento esame di quei fenomeni consunti.
[Raymond Queneau, I fiori blu]
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Egonauta
Libro I
Dove arriva l’inverno
Capitolo 4
Dove il Prima finisce, ma non lascia la scena
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Chiara crollò nel salotto insieme a una valanga di neve. Saverio, che non riusciva a smettere di ridere, si stringeva la pancia. Amedeo, rubizzo per lo sforzo, rideva anche lui, nascondendosi il viso.
-mi sono fatta male! Te l’avevo detto che era meglio/
-/ma tu che ci stavi a fare là fuori?
-senti, lasciami stare, è da quando sono piccola che me la sogno una cosa del genere, brutto scimmione antipa/
-/dai, ti faccio un cappuccino, il Calimè della Pace!
-si, Calimero, certo. Calumet! Testone! Sai quante volte l’ho vista la neve io? Mai! È la prima volta.. Voglio dire.. La prima volta che ne vedo così tanta..
-mi pare ovvio..
-dai Saverio, fa’ sto cappuccino, e tu Chiara vieni con me, devi metterti qualcosa di asciutto, vieni! Continua >
E#3 – dove Saverio vorrebbe tornare a dormire
23 gen
La Nature est un temple où de vivants piliers
Laissent parfois sortir de confuses paroles;
L’homme y passe à travers des forêts de symboles
Qui l’observent avec des regards familiers.
[Baudelaire]
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Egonauta
Libro I
Dove arriva l’inverno
Capitolo 3
Dove Saverio vorrebbe tornare a dormire
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-Porca puttana! Amedeo si vegliò di soprassalto, prendendo improvvisa coscienza del suo corpo e della sottile coperta che lo separava da un pavimento di legno: cazzo! Sono a casa di Chiara. Cazzo cazzo, è giorno, il prof mi ucciderà! Inciampò, infilandosi i pantaloni, e cadde verso la finestra di cui cercava di conquistare la vista. Quando si rialzò, dolorante, vide tutto bianco. Scosse la testa, guardò in basso, cercando di mettere a fuoco; aveva battuto il ginocchio, di certo, ma doveva aver battuto anche la testa senza accorgersene.
-che ore sono?- Nel trambusto anche Chiara si era svegliata.
-tutto bianco? È tutto bianco! Ho dato una capocciata!
-quel tonfo era la tua testa?
-il ginocchio, pensavo. Mi fa male quello infatti. Ma è tutto bianco!
-il ginocchio? Bianco? Fa vedere, ti sarai sbucciato.
-bianco di fuori! Tutto! Vieni a vedere!
Neve. Ovunque. Una visione incredibile. Una coltre uniforme ricopriva ogni cosa, nascondendola, letteralmente. Metri di neve, come un’alluvione. Allungando le dita, Chiara era sicura di poterla assaggiare. Amedeo non poteva crederci. Dov’era la finestra della sua camera? E la strada? Le macchine? Spuntava un lampione. Un lampione? Sui tetti, dune di neve spazzate dal vento. Una calma innaturale. Chiara rideva, poi esclamò: l’aereo! Amedeo non l’udì, si era già lanciato oltre la porta, per le scale, gradini a tre a tre, attaccato al campanello del suo appartamento. Continua >
E#2 – dove Chiara avrebbe finito il trasloco
21 gen
Il genio purtroppo non parla
per bocca sua.
Il genio lascia qualche traccia di zampetta
come la lepre sulla neve.
[Eugenio Montale]
Egonauta
Libro I
Dove arriva l’inverno
Capitolo 2
Dove Chiara avrebbe finito il trasloco
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All’una e tre quarti, quando ormai si rigirava nel letto da ore, l’ansia fu troppa. I piedi fuori dal letto. Le inquiline di sopra sono sveglie, andava giustificandosi mentre, meccanicamente, si vestiva; era freddissimo; sono sveglie, stanno guardando sicuramente un film. Non era una cosa da lui. Ma doveva assolutamente controllare la posta elettronica. Quel pomeriggio, in Piazza dei Martiri, quel ragazzo lo aveva preso in giro perché aveva letto male il mittente delle mail. Forse, dopo la fuga, Rave (o magari il suo cane bavoso) si saranno degnati di mandarmi una mail per spiegarmi che cazzo è successo. Così, amaramente e distrattamente, era arrivato a suonare il campanello delle studentesse dell’interno 5. Si sorprese del gesto; il campanello lo aveva svegliato dalle sue elecubrazioni, tanto che quando Chiara aprì la porta Amedeo si stava ancora guardando l’intrepido, autarchico indice destro, come un perfetto ebete. Continua >
E#1 – dove Amedeo avrebbe potuto rispondere no
15 gen
La storia sono fatti che finiscono col diventare leggenda;
le leggende sono bugie che finiscono col diventare storia.
[Jean Cocteau]
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Egonauta
Libro I
Dove arriva l’inverno
Capitolo 1
Dove Amedeo avrebbe potuto rispondere no

Amedeo era piuttosto nervoso. Non si aspettava quella telefonata. O meglio: non si aspettava il tono di quella telefonata. Oltretutto, due ore fuori dall’ospedale non erano facili da ottenere. Seduto su una panchina gelida, aggrappato alla sigaretta come a un salvagente, in mezzo alla rotatoria di Piazza dei Martiri; pensare che aveva smesso poche settimane prima. Davvero era un buon posto per non dare nell’occhio? Probabilmente sì, ma perché mai non avrebbero dovuto dare nell’occhio? La domanda, Amedeo né fu sollevato, avrebbe avuto presto una risposta. Eppure, l’aspetto furtivo e ansioso della persona che stava aspettando, e che fece il suo ingresso in scena trascinando con sé un cane enorme, tennero Amedeo in uno stato di visibile agitazione. Non poteva essere che lui. Con la mano destra, come d’accordo, si appoggiava a un ombrello nero. Sotto un gelido sole. Continua >
Un giorno come un altro
11 set
Comincia a diventare noiosa sta cosa di postare vecchi racconti. Ma oggi che il sistema decimale impone alla memoria collettiva tutti i possibili dov’ero oggi nel 2001, ho deciso di raccontarvi come andavo raccontandola io, quella faccenda, pochi mesi dopo. Va da sè che una certa parte dei fatti citati nel racconto somiglia giusto un tantinello alla realtà.
* * *
Un giorno come un altro
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Tempo cinque minuti dall’invenzione
del nuovo Nemico dell’intero Occidente
e l’avevo già presa in culo
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L’ascensore sembrava metterci un’eternità.
- Zì Latì, siamo sicuri che sto coso funziona? Credo che ci potrebbero ancora scambiare per giovani di belle speranze..
- Che problema c’è, Mammamaura?
- Dondola, non senti?
- Lo prendo tutti i giorni, non c’è pericolo.. ricordi quello di casa mia a Fabriano? Eheheh..
- Come no, ci sono le scritte tra un piano e l’altro. Francy e Giuggy 4 ever.. Però quello era tre piani, Francè! Al limite era pure divertente.
- Dai, siamo arrivati, visto! Dammi la borsa che t’aiuto.
Appena aperto il portone, l’odore di cannella invase i sensi e sciolse gli indugi.
- Nonna Frà!
- Oh, Mauretto! Eccoti finalmente! Come stai?
- Bene, anche tu vedo, anzi: sento! Senti qua, che odorino, che fai?
- Ma.. non doveva venire anche Emanuele?
- Arriva domani, La Vecchia tanto ha rimandato un’altra volta.. che palle.. Il Doc invece? Esami esami esami?
- No, oggi no, è in giro con Bea, tornano tra un po’.
- Capito. Senti, ma è per noi questa meraviglia?
- In vostro onore, signor sì!
- Zì Latì, v’ha detto culo a te e Alessandro, avete in casa un gioiellino! Francesca, vuoi sposarmi?
- Dai, alzati, non fare lo scemo, io speravo di festeggiare il vostro nuovo appartamento con la torta..
- Invece avrai l’occasione di infilarti nel mio letto.. cioè.. nel tuo divano, una notte ancora!
- Mi piacerebbe tesoro, ma torno a Palombina stasera… vorrà dire che sarà per la prossima volta. Vorrai avere una casa prima di sposarmi, no?
- Beh, se aspetto Trottolino posso anche morire scapolo.
- Chi è Trottolino?
- Sarebbe l’agente immobiliare.. si chiama Lino.. che sfigato.. però intanto s’è fatto ferragosto col nostro anticipo e ancora noi a casa non ci siamo entrati..
- Perché? Siediti, dai. Prendi un caffè? Continua >
La cena dei cugini
27 ago
..beh, questo l’ho scritto parecchio tempo fa, sembra un secolo oramai..( ah, il tempo..)
Ok, ok: lasciamo perdere..
Ve lo dedico, così, come qualcuno che regali a un amico un pupazzetto dei masters sbucato fuori da chissà dove. Fate conto che stia traslocando (e infatti sto per trasclocare, porca puttana, con questo caldo infernale…) e voi siate venuti a darmi una mano, e tra uno scatolone e un paio di birre (rigorosamente in questa proporzione) qualcuno abbia raccontato una vecchia storia…
* * *
La Cena dei Cugini
Tutti gli uomini sono pazzi,
e chi non vuole vedere dei pazzi
deve restare in camera sua e rompere lo specchio
[Alphonse De Sade]
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…lo so, lo so che non mi credete…
è l’ultima che vi scrivo; se tornerà, come le altre, manterrò il mio proposito. Ma come devo fare??? Ve l’ho detto cosa è successo.. Io..
Non rileggerò questa mia.. Credo di averla scritta cento volte.. Beh, ve l’ho detto.. Doveva essere solo uno scherzo..
Ha presente La cena dei cretini? Avete visto il film, no? Beh, invece di portare un cretino ciascuno, i cugini si portarono a casa ognuno il più fifone che avesse trovato, e chiesero l’aiuto di una ciarlatano da circo, un sedicente medium, per fare uno stupido scherzo. Avevano preparato tutto fino all’ultimo dettaglio, da un mese ormai casa loro sembrava un set cinematografico caricato a molla per trasformarsi in un museo degli orrori. Nel pomeriggio arrivò il ciarlatano, assieme alla vecchia moglie. La povera signora non sapeva niente di quella cena: il marito voleva partecipare alla scommessa, prevedendo che la più fifona sarebbe stata proprio la moglie: “Mi ci gioco la sfera di cristallo!” scandiva, ridendo, in tono di sfida. Il borioso impostore, però, era stato vittima dello stesso inganno: informato sulla scommessa, egli credette di essere l’animatore indiscusso della serata, mentre era solo una comparsa. Anzi: il cavallo vincente, a detta del minore dei cugini: “Io scommetto sul mago. Quel vecchio ciccione salterà dalla paura prima della moglie!!”, borbottava tra sè, mentre applicava le ultime rifiniture alla tavola imbandita. Nel frattempo stavano arrivando gli ospiti, tutti piuttosto puntuali. Dopo il vecchio parroco, portato dal maggiore dei cugini, arrivò l’invitato del mezzano, un ometto che lavorava all’ufficio imposte, e il “fifone” portato dalla piccola cuginetta, un suo compagno di liceo, con cui intendeva passare, a dispetto dei suoi complici, ben altra serata… come vi ho detto, i cugini furono abili a rompere il ghiaccio, e affiatati nel far scivolare dolcemente la cena e la conversazione verso i toni più lugubri. Continua >
Cartine
15 ago
Prototipo di infiniti incipit (chiusi negli scatoloni)
Per scrivere una buona lettera d’amore,
bisogna iniziare senza sapere che cosa si vuole dire
e finire senza sapere che cosa si e’ scritto
(Rousseau)
Quando lo vide entrare, trascinandosi dietro quegli enormi scatoloni, l’editore strabuzzò gli occhi.
-ehm.. lei è il dottor Sentinelli?
-si.. scusi.. ecco: eccomi!
Il dottore indugiò, evidentemente imbarazzato; ma ormai aveva deciso, e partì tutto d’un fiato:
-sentamihadetto-un-mioamico, scusi l’intrusione, in effetti, devo far paura, ma non-è-tuttacarta, sa? –in effetti sono cartine, cioè, vabbeh, mi-ha-detto-un-mioamico, che ha pubblicato con voi, insomma che pubblicate autori esordienti, questo è un manoscritto, cioè, è meno di quello che pensa, sa? insomma, veda lei, vuol darci un’occhiata?
La domanda, che giudicò fuori tempo, suo malgrado gli servì per riprendere ossigeno. Stava per ripartire, ma l’interlocutore fu più lesto:
-cartine?
Continua >






