Post con tag innominabili voragini culturali
7:55 #6 – Stefano Lavori, iForno e l’Angelo della Morte
6 ott
Dicono che stesse ultimando il prototipo dell’iForno, quando l’Angelo della Morte gli fece visita. L’Angelo guardò l’avveniristico elettrodomestico, poi disse a Stefano: dai, accendilo. Stefano eseguì, senza fiatare. Aveva già capito.
L’iForno ci penso per un po’, poi restituì un messaggio di errore. L’Angelo non disse niente, si limitò a guardare Stefano, inclinando leggermente la testa. Stefano continuò ad armeggiare per alcuni minuti, fingendo di non capire il motivo di quell’errore, interpretando alla perfezione un copione che aveva già immaginato centinaia di volte.
Poi si schiarì la voce e recitò fedelmente la sua battuta: è sincronizzato con iFrigo, che quasi sicuramente è vuoto. Non funzionerà se non ci metto qualcosa di cucinabile dentro.
L’Angelo della Morte, che conosceva tutte le risposte, fece la sua domanda: qualsiasi cosa?
S - Non proprio qualsiasi cosa. Dev’essere cucinabile.
AdM – ..e basta?
S - Cucinabile in forno.
AdM – un forno qualsiasi?
S - Cucinabile in un iForno.
AdM - …e poi? Si accende?
S – Dev’essere cucinabile nell’iForno con cui è sincronizzato e gli ingredienti devono coincidere almeno al 75% con una delle ricette impostate tra i preferiti.
AdM – e poi si accende!
S - No. Devi aver pagato la licenza per la ricetta che hai scelto. Altrimenti si spegne.
AdM – Bravo Stefano, bravo. Adesso vieni con me, andiamo a restituire l’anima a chi te l’ha concessa in licenza
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Ps: il pensiero delle ottomenocinque di oggi, l’avrete capito, era una specie di ipotesi di fantacoccodrillo per Steve Jobs. Perchè tanto sarcasmo? Perchè ora verrà ancor più osannato; sarà beatificato; presto sarà santo. Pensatela come volete, ma stracciarsi le vesti e andare in pellegrinaggio nei mega store mi pare grottesco. Luci e ombre, sfumature, complessità, criticità: tutta roba che sparisce, affogata nello spettacolare cordoglio per uno degli imprenditori più cool dei nostri tempi.
Pps: poco tempo fa usciva un prezioso contributo su Giap, ve lo consiglio: http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=5241
7:55 #4 – la teologia del debito contro il vangelo del turboliberismo
23 set
Il pensiero delle ottomenocinque di oggi va alla logofobia da ridondanza.
Mesi fa manifestavo improvvisi attacchi di orchite ad ogni incontro con la parola responsabilità. Episodi seguiti da nausea, dispnea, allucinazioni; nei casi più acuti (tribune politiche) ho sfiorato il prolasso intestinale. La parola, poi, si è talmente svuotata di senso che gli stessi discepoli della responsabilità, per attirare l’attenzione, hanno dovuto cominciare a salmodiare altrove, semanticamente parlando. Mi stavo già sentendo meglio, alleggerito, quand’ecco saltar fuori lo spread.
Non fatemelo scrivere un’altra volta, ci siamo capiti: il dannatissimo differenziale.
Allora tutto mi è diventato più chiaro.
Il ritornello è cambiato perché stanno cambiando gli Dei: i sacerdoti della nostra politica, persa definitivamente ogni bussola, ormai vanno ripetendo senza capirli gli orapronobis dei sacerdoti della finanza internazionale.
Tuttavia, il mio averne perfetta coscienza non renderà più sopportabili le convulsioni da spread. E la santissima messa, a sentirla da qua, lo sapete anche voi, sarà celebrata sempre e comunque in latino.
7:55 #3 – Centemero, Versace e la psicopolizia
21 set
Il pensiero delle ottomenocinque di oggi va alla psicopolizia travestita da provider.
Rimando a questo articolo su Punto Informatico la disamina del testo della proposta di legge Versace-Centemero-Malefix.
[Si tratta della modifica di due articoli del decreto legislativo 70/2003, che regola la "responsabilità e gli obblighi dei prestatori di servizi della società dell’informazione" nonché il "contrasto delle violazioni dei diritti di proprietà industriale operate mediante la rete internet".]
Riassumendola per quello che è, quest’ultima notevole trovata della maggioranza si fonda, fondandoli a sua volta, su alcuni principi degni delle civiltà più illuminate: la delazione diffusa, la censura (meglio se preventiva), la presunzione di colpevolezza e, last but not least, l’agognata istituzione di controlli puntuali sui diritti di accesso dei singoli cittadini ai nodi della rete.
Le tre indimenticabili i del governo Berlusconi: inter-net, inter-not, inter-cul.
Un giorno come un altro
11 set
Comincia a diventare noiosa sta cosa di postare vecchi racconti. Ma oggi che il sistema decimale impone alla memoria collettiva tutti i possibili dov’ero oggi nel 2001, ho deciso di raccontarvi come andavo raccontandola io, quella faccenda, pochi mesi dopo. Va da sè che una certa parte dei fatti citati nel racconto somiglia giusto un tantinello alla realtà.
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Un giorno come un altro
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Tempo cinque minuti dall’invenzione
del nuovo Nemico dell’intero Occidente
e l’avevo già presa in culo
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L’ascensore sembrava metterci un’eternità.
- Zì Latì, siamo sicuri che sto coso funziona? Credo che ci potrebbero ancora scambiare per giovani di belle speranze..
- Che problema c’è, Mammamaura?
- Dondola, non senti?
- Lo prendo tutti i giorni, non c’è pericolo.. ricordi quello di casa mia a Fabriano? Eheheh..
- Come no, ci sono le scritte tra un piano e l’altro. Francy e Giuggy 4 ever.. Però quello era tre piani, Francè! Al limite era pure divertente.
- Dai, siamo arrivati, visto! Dammi la borsa che t’aiuto.
Appena aperto il portone, l’odore di cannella invase i sensi e sciolse gli indugi.
- Nonna Frà!
- Oh, Mauretto! Eccoti finalmente! Come stai?
- Bene, anche tu vedo, anzi: sento! Senti qua, che odorino, che fai?
- Ma.. non doveva venire anche Emanuele?
- Arriva domani, La Vecchia tanto ha rimandato un’altra volta.. che palle.. Il Doc invece? Esami esami esami?
- No, oggi no, è in giro con Bea, tornano tra un po’.
- Capito. Senti, ma è per noi questa meraviglia?
- In vostro onore, signor sì!
- Zì Latì, v’ha detto culo a te e Alessandro, avete in casa un gioiellino! Francesca, vuoi sposarmi?
- Dai, alzati, non fare lo scemo, io speravo di festeggiare il vostro nuovo appartamento con la torta..
- Invece avrai l’occasione di infilarti nel mio letto.. cioè.. nel tuo divano, una notte ancora!
- Mi piacerebbe tesoro, ma torno a Palombina stasera… vorrà dire che sarà per la prossima volta. Vorrai avere una casa prima di sposarmi, no?
- Beh, se aspetto Trottolino posso anche morire scapolo.
- Chi è Trottolino?
- Sarebbe l’agente immobiliare.. si chiama Lino.. che sfigato.. però intanto s’è fatto ferragosto col nostro anticipo e ancora noi a casa non ci siamo entrati..
- Perché? Siediti, dai. Prendi un caffè? Continua >
se una mattina d’estate il gazzettino
21 giu
È la stampa, bellezza, la stampa.
E tu non ci puoi fare niente… niente.
[Humphrey Bogart, L'ultima minaccia]
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The North is to South what the clock is to time
There’s east and there’s west and there’s everywhere life
I know I was born and I know that I’ll die
The in between is mine
[Pearl Jam, I am mine]
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Mettiamo che uno si trovi catapultato nel nord est. No, dico per dire. E lo scrivo minuscolo per sottolineare una banalità: non esiste il Nord Est. A dir la verità, rispetto alla mia città natale, mi sono spostato a nord ovest. Comunque.
Egli (il catapultato, mica io) si troverà a dover leggere, volente o nolente, il Gazzettino. Chi di voi non capita in un bar, almeno una volta a settimana? Ecco. Per cui non fate tanto le fichette. Che col caffè, la mattina, uno leggerebbe pure la free press. Ma può capitare che egli (il catapultato) si trovi, per ragioni che non ci interessano, a dover occupare in ufficio quei dieci minuti tra la fine del pranzo e la fine della pausa pranzo. Egli (sempre lui) potrebbe decidere, ne converrete, di scopire come sarà l’edizione on line del giornale che ha letto, la mattina stessa, con le dita affondate in un cornetto alla nutella. Se lo facesse, egli potrebbe scoprire, suo malgrado, che la versione digitale è pure peggio dell’edizione analogica. Si, ok: lo so io e lo sapete voi. Ma ogni tanto fa bene almeno notarle certe cose.
Trascrivo pari pari le prime dieci notizie che compaiono nella home in questo momento.
1 Vicenza. Tenta di strangolare la moglie malata all’ospizio, poi si impicca in casa
2 Treviso. Insospettabili massaia e operaio tassisti dei trans per arrivare a fine mese
3 Trento. Invade la corsia opposta, schianto frontale contro un tir: morto un 27enne Continua >
Fallometria
23 gen
“Tutta l’educazione si riduce a questi due insegnamenti:
imparare a sopportare l’ingiustizia e imparare a soffrire la noia.”
[Ferdinando Galiani]
Allora, questa è semplice. Abbiamo un inglese di origine ungherese, no, che dico?, un ungherese di origine inglese che cerca di passare il confine con la Repubblica Ceca, per chiedere asilo. Per accertare che sia veramente un frocio gli misurano il cazzo. No, così non va. L’anglo-ungherese fa l’impiegato all’ufficio immigrazione. Meglio: il poliziotto. Perfetto. Perchè il tizio che cerca di entrare nella Repubblica Ceca dovrà necessariamente arrivare da un paese nel quale l’omosessualità è oggetto di persecuzione. Dunque è a un marocchino che misureremo il cazzo. O un colombiano.
Helység Williams fa il polizziotto, in servizio all’ufficio immigrazione. Misura dopo misura, dopo pochi giorni dall’applicazione delle nuove misure, salta fuori che tutti i culattoni che chiedono asilo a Praga hanno il cazzo più grosso e tosto del nostro buon servitore dello stato. Certo, Helység Williams ha una pistola, e pure una macchina di grossa cilindrata in garage. Ma quei culattoni hanno il pisello più grosso. C’è poco da fare. Sta male Helység Williams, da quando ha conosciuto Kurt Freund. Continua >
La Carfagna e il…
9 set
Premessa: come ho scritto altrove, capita che uno apra il giornale e si trovi davanti qualcosa che fa ridere già così com’è. Ieri ho letto qualche articolo de La Repubblica. Uno, in particolare.
Ricordo che Paolo Rossi già vent’anni fa voleva indire uno sciopero dei comici: “la politica ci ruba il lavoro”, argomentava. Se a questo aggiungiamo l’impotente voyeuristica satiriasi mediatica che affligge le nostre società, il risultato è di certo esilarante, ma altrettanto sconfortante.
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Esercizi di grammatica politichese
…mi è venuta [questa voglia], ti dicevo, e…(risate)
si, si, in tutti i sensi…
allora ho fatto chiamare Mara…
[presunta intercettazione da cui si evincono
i rapporti tra la Presidenza del Consiglio
e il Ministero delle pari opportunità]
Lezione numero uno – L’articolo
In italiano per distinguere il genere femminile, nel caso una persona venga identificata con il cognome, si usa l’articolo determinativo. La Rossi, la Bianchi, la Verdi… la Carfagna. Non è una vera regola, ma di certo una prassi ormai consolidata. La stessa consuetudine non si applica per il maschile, genere notoriamente prevalente nella nostra grammatica; a parte in alcune regioni del nord, o nel caso si debba indicare un celebre artista del passato: il Rossi, oppure il Leopardi, il Manzoni… il Bocchino.
1) Il primo esercizio consiste nello scrivere la frase sopra evidenziata come se il signor Bocchino fosse un personaggio celebre. Continua >














