Post con tag innominabili voragini culturali
note a margine di una campagna elettorale farlocca
22 apr
Fabriano: i temi più caldi della campagna elettorale, fino ad ora, sono stati un camper parcheggiato contro mano e l’indisponibilità di alcuni candidati a partecipare a incontri pubblici con il resto dei comuni esseri umani.
Ognuno rinchiuso e protetto nella bolla di sapone del proprio elettorato, dove (parafrasando indegnamente Günter Grass) ogni peto trova un’eco. Continua >
7:55 #10 – flessibilità all’ingresso vs flessibilità all’uscita
27 feb
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Ecco, per esempio: io questa cosa, che adesso tutti dicono “la flessibilità all’ingresso”, “la flessibilità all’uscita”, con i soliti artifici retorici birichini, per dire che abbiamo riformato le forme contrattuali (un quarantina di tipi di contratto, vi dicono niente?) e adesso dobbiamo riformare lo statuto dei lavoratori (art 18, dice niente?), insomma a me questa cosa pare proprio una stronzata galattica.
Che distinzione è “all’entrata” e “all’uscita”?
No, dico: ma se entri da co.co.co, da co.co.pro., da finta partita iva, da stagista a 40 anni, da somministrato o da socio in partecipazione, poi fanno fatica a farti uscire? Continua >
la canzone perfetta
19 feb
Entra ora in scena una ditta, il cui portavoce mi ricorda di dare
un colpo al cerchio ed uno alla botte piena ed uno alla moglie ubriaca, pero’
tra il dire e il fare c’e’ di mezzo “e il”, e una rondella non fa primavera.
Per cui mi dona un nuovo carro munito di lanciarazzi,
per bombardare in maniera costante la donna volante.
[Carro, Elio e le storie tese]
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Non è l’inferno, scritta da tizi i cui nomi non ci dicono nulla e cantata da una tizia di cui fino a ieri ignoravamo l’esistenza, è la canzone vincitrice della 62° mostra-mercato del maschilismo italiota.
Qualcuno dirà che è una canzone solo un po’ banale, con un testo al limite dell’illeggibile, qualunquista e cerchiobottista.
Io sostengo invece che sia la canzone perfetta. Come Carro, ma senza quella inutile, fastidiosa ironia. Come Notti magiche ma senza l’orrenda mascotte. Come We are the champions ma senza froci tra i coglioni! Come We are the world senza negri! Perfetta.
Nel testo c’è tutto: due guerre, diolapatrialafamiglia, la crisi, il dramma del reduce, il governo dei tecnici, il diritto all’alloggio, il suicidio, la partecipazione ai processi democratici, il conflitto generazionale, il precariato, il calo delle nascite e pure l’articolo 18, in sette strofe e due ritornelli. Un capolavoro che non dice assolutamente niente riuscendo a toccare tutte le corde più profonde (e retrive) della nostra coscienza nazionale. Ci mancano solo la vittoria mutilata e gli scandali di calciopoli. Chapeau. Continua >
7:55 #6 – Stefano Lavori, iForno e l’Angelo della Morte
6 ott
Dicono che stesse ultimando il prototipo dell’iForno, quando l’Angelo della Morte gli fece visita. L’Angelo guardò l’avveniristico elettrodomestico, poi disse a Stefano: dai, accendilo. Stefano eseguì, senza fiatare. Aveva già capito.
L’iForno ci penso per un po’, poi restituì un messaggio di errore. L’Angelo non disse niente, si limitò a guardare Stefano, inclinando leggermente la testa. Stefano continuò ad armeggiare per alcuni minuti, fingendo di non capire il motivo di quell’errore, interpretando alla perfezione un copione che aveva già immaginato centinaia di volte.
Poi si schiarì la voce e recitò fedelmente la sua battuta: è sincronizzato con iFrigo, che quasi sicuramente è vuoto. Non funzionerà se non ci metto qualcosa di cucinabile dentro.
L’Angelo della Morte, che conosceva tutte le risposte, fece la sua domanda: qualsiasi cosa?
S - Non proprio qualsiasi cosa. Dev’essere cucinabile.
AdM – ..e basta?
S - Cucinabile in forno.
AdM – un forno qualsiasi?
S - Cucinabile in un iForno.
AdM - …e poi? Si accende?
S – Dev’essere cucinabile nell’iForno con cui è sincronizzato e gli ingredienti devono coincidere almeno al 75% con una delle ricette impostate tra i preferiti.
AdM – e poi si accende!
S - No. Devi aver pagato la licenza per la ricetta che hai scelto. Altrimenti si spegne.
AdM – Bravo Stefano, bravo. Adesso vieni con me, andiamo a restituire l’anima a chi te l’ha concessa in licenza
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Ps: il pensiero delle ottomenocinque di oggi, l’avrete capito, era una specie di ipotesi di fantacoccodrillo per Steve Jobs. Perchè tanto sarcasmo? Perchè ora verrà ancor più osannato; sarà beatificato; presto sarà santo. Pensatela come volete, ma stracciarsi le vesti e andare in pellegrinaggio nei mega store mi pare grottesco. Luci e ombre, sfumature, complessità, criticità: tutta roba che sparisce, affogata nello spettacolare cordoglio per uno degli imprenditori più cool dei nostri tempi.
Pps: poco tempo fa usciva un prezioso contributo su Giap, ve lo consiglio: http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=5241
7:55 #4 – la teologia del debito contro il vangelo del turboliberismo
23 set
Il pensiero delle ottomenocinque di oggi va alla logofobia da ridondanza.
Mesi fa manifestavo improvvisi attacchi di orchite ad ogni incontro con la parola responsabilità. Episodi seguiti da nausea, dispnea, allucinazioni; nei casi più acuti (tribune politiche) ho sfiorato il prolasso intestinale. La parola, poi, si è talmente svuotata di senso che gli stessi discepoli della responsabilità, per attirare l’attenzione, hanno dovuto cominciare a salmodiare altrove, semanticamente parlando. Mi stavo già sentendo meglio, alleggerito, quand’ecco saltar fuori lo spread.
Non fatemelo scrivere un’altra volta, ci siamo capiti: il dannatissimo differenziale.
Allora tutto mi è diventato più chiaro.
Il ritornello è cambiato perché stanno cambiando gli Dei: i sacerdoti della nostra politica, persa definitivamente ogni bussola, ormai vanno ripetendo senza capirli gli orapronobis dei sacerdoti della finanza internazionale.
Tuttavia, il mio averne perfetta coscienza non renderà più sopportabili le convulsioni da spread. E la santissima messa, a sentirla da qua, lo sapete anche voi, sarà celebrata sempre e comunque in latino.
7:55 #3 – Centemero, Versace e la psicopolizia
21 set
Il pensiero delle ottomenocinque di oggi va alla psicopolizia travestita da provider.
Rimando a questo articolo su Punto Informatico la disamina del testo della proposta di legge Versace-Centemero-Malefix.
[Si tratta della modifica di due articoli del decreto legislativo 70/2003, che regola la "responsabilità e gli obblighi dei prestatori di servizi della società dell’informazione" nonché il "contrasto delle violazioni dei diritti di proprietà industriale operate mediante la rete internet".]
Riassumendola per quello che è, quest’ultima notevole trovata della maggioranza si fonda, fondandoli a sua volta, su alcuni principi degni delle civiltà più illuminate: la delazione diffusa, la censura (meglio se preventiva), la presunzione di colpevolezza e, last but not least, l’agognata istituzione di controlli puntuali sui diritti di accesso dei singoli cittadini ai nodi della rete.
Le tre indimenticabili i del governo Berlusconi: inter-net, inter-not, inter-cul.
Un giorno come un altro
11 set
Comincia a diventare noiosa sta cosa di postare vecchi racconti. Ma oggi che il sistema decimale impone alla memoria collettiva tutti i possibili dov’ero oggi nel 2001, ho deciso di raccontarvi come andavo raccontandola io, quella faccenda, pochi mesi dopo. Va da sè che una certa parte dei fatti citati nel racconto somiglia giusto un tantinello alla realtà.
* * *
Un giorno come un altro
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Tempo cinque minuti dall’invenzione
del nuovo Nemico dell’intero Occidente
e l’avevo già presa in culo
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L’ascensore sembrava metterci un’eternità.
- Zì Latì, siamo sicuri che sto coso funziona? Credo che ci potrebbero ancora scambiare per giovani di belle speranze..
- Che problema c’è, Mammamaura?
- Dondola, non senti?
- Lo prendo tutti i giorni, non c’è pericolo.. ricordi quello di casa mia a Fabriano? Eheheh..
- Come no, ci sono le scritte tra un piano e l’altro. Francy e Giuggy 4 ever.. Però quello era tre piani, Francè! Al limite era pure divertente.
- Dai, siamo arrivati, visto! Dammi la borsa che t’aiuto.
Appena aperto il portone, l’odore di cannella invase i sensi e sciolse gli indugi.
- Nonna Frà!
- Oh, Mauretto! Eccoti finalmente! Come stai?
- Bene, anche tu vedo, anzi: sento! Senti qua, che odorino, che fai?
- Ma.. non doveva venire anche Emanuele?
- Arriva domani, La Vecchia tanto ha rimandato un’altra volta.. che palle.. Il Doc invece? Esami esami esami?
- No, oggi no, è in giro con Bea, tornano tra un po’.
- Capito. Senti, ma è per noi questa meraviglia?
- In vostro onore, signor sì!
- Zì Latì, v’ha detto culo a te e Alessandro, avete in casa un gioiellino! Francesca, vuoi sposarmi?
- Dai, alzati, non fare lo scemo, io speravo di festeggiare il vostro nuovo appartamento con la torta..
- Invece avrai l’occasione di infilarti nel mio letto.. cioè.. nel tuo divano, una notte ancora!
- Mi piacerebbe tesoro, ma torno a Palombina stasera… vorrà dire che sarà per la prossima volta. Vorrai avere una casa prima di sposarmi, no?
- Beh, se aspetto Trottolino posso anche morire scapolo.
- Chi è Trottolino?
- Sarebbe l’agente immobiliare.. si chiama Lino.. che sfigato.. però intanto s’è fatto ferragosto col nostro anticipo e ancora noi a casa non ci siamo entrati..
- Perché? Siediti, dai. Prendi un caffè? Continua >
se una mattina d’estate il gazzettino
21 giu
È la stampa, bellezza, la stampa.
E tu non ci puoi fare niente… niente.
[Humphrey Bogart, L'ultima minaccia]
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The North is to South what the clock is to time
There’s east and there’s west and there’s everywhere life
I know I was born and I know that I’ll die
The in between is mine
[Pearl Jam, I am mine]
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Mettiamo che uno si trovi catapultato nel nord est. No, dico per dire. E lo scrivo minuscolo per sottolineare una banalità: non esiste il Nord Est. A dir la verità, rispetto alla mia città natale, mi sono spostato a nord ovest. Comunque.
Egli (il catapultato, mica io) si troverà a dover leggere, volente o nolente, il Gazzettino. Chi di voi non capita in un bar, almeno una volta a settimana? Ecco. Per cui non fate tanto le fichette. Che col caffè, la mattina, uno leggerebbe pure la free press. Ma può capitare che egli (il catapultato) si trovi, per ragioni che non ci interessano, a dover occupare in ufficio quei dieci minuti tra la fine del pranzo e la fine della pausa pranzo. Egli (sempre lui) potrebbe decidere, ne converrete, di scopire come sarà l’edizione on line del giornale che ha letto, la mattina stessa, con le dita affondate in un cornetto alla nutella. Se lo facesse, egli potrebbe scoprire, suo malgrado, che la versione digitale è pure peggio dell’edizione analogica. Si, ok: lo so io e lo sapete voi. Ma ogni tanto fa bene almeno notarle certe cose.
Trascrivo pari pari le prime dieci notizie che compaiono nella home in questo momento.
1 Vicenza. Tenta di strangolare la moglie malata all’ospizio, poi si impicca in casa
2 Treviso. Insospettabili massaia e operaio tassisti dei trans per arrivare a fine mese
3 Trento. Invade la corsia opposta, schianto frontale contro un tir: morto un 27enne Continua >















