E#4 – dove il Prima finisce, ma non lascia la scena
Il Duca d’Auge sospirò
pur senza interrompere l’attento esame di quei fenomeni consunti.
[Raymond Queneau, I fiori blu]
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Egonauta
Libro I
Dove arriva l’inverno
Capitolo 4
Dove il Prima finisce, ma non lascia la scena
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Chiara crollò nel salotto insieme a una valanga di neve. Saverio, che non riusciva a smettere di ridere, si stringeva la pancia. Amedeo, rubizzo per lo sforzo, rideva anche lui, nascondendosi il viso.
-mi sono fatta male! Te l’avevo detto che era meglio/
-/ma tu che ci stavi a fare là fuori?
-senti, lasciami stare, è da quando sono piccola che me la sogno una cosa del genere, brutto scimmione antipa/
-/dai, ti faccio un cappuccino, il Calimè della Pace!
-si, Calimero, certo. Calumet! Testone! Sai quante volte l’ho vista la neve io? Mai! È la prima volta.. Voglio dire.. La prima volta che ne vedo così tanta..
-mi pare ovvio..
-dai Saverio, fa’ sto cappuccino, e tu Chiara vieni con me, devi metterti qualcosa di asciutto, vieni!
-adesso ho capito tutto- veniva borbottando Saverio mentre metteva a scaldare il latte; -anche a me dopo il sesso a volte viene la voglia di lanciarle fuori dalla finestra. Quelle che parlanoparlano. Anche quelle troppo zitte cazzo- si accorse di non aver messo l’acqua nella moka; la riaprì e intanto continuava: -dev’essere buono senz’acqua. Vedi cosa ti fanno fare le donne? Anche quelle che ti chiedono “a che pensi”, ecco quelle gli direi “ecco cosa penso” e le lancerei fuori dalla finestra- guardava in alto, come se leggesse un testo serigrafato sullo sportello alto del frigorifero; non si accorse che il latte bollente stava traboccando, mentre continuava: -avevo disegnato un progettino una volta, il soppalco delle meraviglie, Amedeoo- alzando la voce: – AMEDEEEOOO, dove hai messo i bozzetti che stavano tipo un po’ di tempo fa sul tavoloooo?
-bozzetti?! E non entrare, Chiara si sta cambiando!- Amedeo dovette appoggiarsi di scatto sulla porta, mentre l’altro continuava imperterrito dal corridoio: -ma si, dai, quel progettino, te lo ricordi sicuro: c’era un omino, con la donnina che glielo succhia, poi l’omino tira la leva e il soppalco si alza di mezzo metro e l’omino/
-/Save ma proprio adesso ti serve?
-sisi, adesso, e l’omino così può leccare la donnina. La terza posizione era soppalco quasi a terra, regolabile al millimetro, per agevolare la pecorina, ricordi? In tutto questo l’omino comodo comodo/
-/Save guarda che io la tua roba non la tocco, sarà stato Francesco/
-/l’omino comodo comodo può fare del suo meglio. E poi c’era il tasto eject, ricordi?
-il tasto eject? Save, ma che dici?!
-/cazzo, il latte sul fuoco!
Quando Amedeo e Chiara tornarono in cucina, Saverio stava grattando via il fondo dell’ultima busta di latte, incrostato tra i fornelli, con una spatolina da muratore.
-vedi cosa ti fanno fare le donne!
-Save, così graffi l’acciaio, lascia fare a me, dai qua! Amedeo era prevedibilmente spazientito.
-come lo fai te, il cappuccino! Vero Saverio?
-Chiara, non ti ci mettere pure tu. È colpa tua se si è bruciato. Vedi che ti fanno fare le donne! Perché non ce lo andiamo a prendere al bar?
-…
-…Amedeo, ma con chi vivi?
-…
-Saverio, ti sei chiesto perché invece di suonare il campanello sono entrata dalla finestra?
-ah, già è vero.. Che ridere… e va bene, il cappuccino ce lo facciamo senza latte, è buono lo stesso!
-…
-Saverio?
-si?
-hai bruciato anche il caffè. Accendi la televisione, piuttosto, ci sarà un’emergenza nazionale, voglio dire, forse ancora non ci siamo resi conto di quello che/
-/a proposito!
-…
-..di cosa, Save?
-di niente, era per dire, mi sono ricordato una cosa. Ieri, quando sono tornato, c’era questo davanti alla porta- Saverio estrasse da sotto il divano un grosso pacco giallo. Amedeo sapeva di cosa si trattava, ma non volle crederci. Era “il dossier” dell’agenzia. Le ho già spedito tutto. Il ricordo della mail che aveva letto con Chiara, e dell’incontro del giorno prima con Rave e Google, e ancora prima tutte le vicende che avevano spinto Amedeo a contattare l’Agenzia 01 sembravano provenire da un’altra dimensione, come la vaga reminiscenza di una vita passata.
[..continua..]
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Mr Hare il 31 gennaio 2012 alle 20:19, ed è archiviato come Egonauta. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |














