Per affetto verso l’uomo, e ammirazione verso le sue scelte, vorrei dedicare il primo pensiero delle ottomenocinque a un fratello.

Ho finalmente ricevuto il dvd de La rivoluzione bianca, un documentario sui temi dell’autoproduzione e su quelli che alcuni hanno ribattezzato (con un termine che personalmente ritengo infelice) come neorurali. Il video (qui il trailer caricato su youtube) è stato finanziato grazie alle quote di chi ha sostenuto il progetto su produzioni dal basso. Le interviste e le storie raccontate sono molto interessanti; il lavoro in generale è ben concepito e realizzato; notevoli le musiche.

Dal canto mio, per tutto il tempo della visione ho pensato a una persona che definire neorurale (o vegetariano, o woofer, o definire in genere) potrebbe risultare addirittura offensivo. Gianni è prima di tutto un uomo. Definirlo vuol dire negargli tutto quello per cui sta combattendo: la possibilità di autodeterminarsi, cercando di avere perfetta coscienza del proprio agire nel mondo. Ovunque lo condurrà il sentiero che ha intrapreso sarà nel percorrerlo, e non nella meta, la grandezza della sua impresa.

Buena suerte, hermano.

p.s.: si scrive 7:55, si legge ottomenocinque. Il pensiero delle ottomenocinque viene postato con l’inevitabile differita dovuta al fatto che “le otto meno cinque” è esattamente il momento in cui, timbrato il cartellino, i miei pensieri vengono forzati verso gli stretti binari della giornata lavorativa, ogni slancio espressivo castrato e ricondotto alla disciplina del perfetto colletto bianco e ogni connessione internet regolata dall’inappellabilità del proxy aziendale. Vorrei poter dire di averlo già hackerato, il vile, ma la verità è che non sono così nerd….