..beh, questo l’ho scritto parecchio tempo fa, sembra un secolo oramai..( ah, il tempo..)
Ok, ok: lasciamo perdere..
Ve lo dedico, così, come qualcuno che regali a un amico un pupazzetto dei masters sbucato fuori da chissà dove. Fate conto che stia traslocando (e infatti sto per trasclocare, porca puttana, con questo caldo infernale…) e voi siate venuti a darmi una mano, e tra uno scatolone e un paio di birre (rigorosamente in questa proporzione) qualcuno abbia raccontato una vecchia storia…

* * *

La Cena dei Cugini

Tutti gli uomini sono pazzi,
e chi non vuole vedere dei pazzi
deve restare in camera sua e rompere lo specchio

[Alphonse De Sade]

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cari zombetti miei...…lo so, lo so che non mi credete…
è l’ultima che vi scrivo; se tornerà, come le altre, manterrò il mio proposito. Ma come devo fare??? Ve l’ho detto cosa è successo.. Io..
Non rileggerò questa mia.. Credo di averla scritta cento volte.. Beh, ve l’ho detto.. Doveva essere solo uno scherzo..
Ha presente La cena dei cretini? Avete visto il film, no? Beh, invece di portare un cretino ciascuno, i cugini si portarono a casa ognuno il più fifone che avesse trovato, e chiesero l’aiuto di una ciarlatano da circo, un sedicente medium, per fare uno stupido scherzo. Avevano preparato tutto fino all’ultimo dettaglio, da un mese ormai casa loro sembrava un set cinematografico caricato a molla per trasformarsi in un museo degli orrori. Nel pomeriggio arrivò il ciarlatano, assieme alla vecchia moglie. La povera signora non sapeva niente di quella cena: il marito voleva partecipare alla scommessa, prevedendo che la più fifona sarebbe stata proprio la moglie: “Mi ci gioco la sfera di cristallo!” scandiva, ridendo, in tono di sfida. Il borioso impostore, però, era stato vittima dello stesso inganno: informato sulla scommessa, egli credette di essere l’animatore indiscusso della serata, mentre era solo una comparsa. Anzi: il cavallo vincente, a detta del minore dei cugini: “Io scommetto sul mago. Quel vecchio ciccione salterà dalla paura prima della moglie!!”, borbottava tra sè, mentre applicava le ultime rifiniture alla tavola imbandita. Nel frattempo stavano arrivando gli ospiti, tutti piuttosto puntuali. Dopo il vecchio parroco, portato dal maggiore dei cugini, arrivò l’invitato del mezzano, un ometto che lavorava all’ufficio imposte, e il “fifone” portato dalla piccola cuginetta, un suo compagno di liceo, con cui intendeva passare, a dispetto dei suoi complici, ben altra serata… come vi ho detto, i cugini furono abili a rompere il ghiaccio, e affiatati nel far scivolare dolcemente la cena e la conversazione verso i toni più lugubri.
“Come sapete la nostra è una famiglia un po’ strana: siamo sempre stati visti con un certo sospetto in questa città. Forse a causa della nostra grande fortuna, fin da tempi remoti.”
“Per questo tempo fa abbiamo chiesto aiuto a questo signore, che è un vecchio amico. Egli ha interrogato alcuni spiriti per noi, e ci ha detto che avremmo dovuto invitarvi stasera.”
“Perché c’è luna piena, e il vento è caldo. Non sappiamo perché proprio voi. Lo scopriremo tra poco, quando il nostro amico, dopo cena, sarà pronto ad interrogare nuovamente gli spiriti.”
foto seduta spritica“Mangiate adesso, dunque. Che i vostri corpi si preparino ad accettare altri spiriti. Con tutto il rispetto, padre: sono solo tradizioni popolari. Lei, inoltre, saprà che la Chiesa…”

* * *

Lo so che non mi credete. Neanche volete ascoltarmi. Ma era tutto nel copione. Scricchiolii e cigolii accompagnarono le parole dei commensali, che sempre più spesso assumevano sfumature surreali, riflesse nei volti intimoriti delle vittime. Già qualcuno dava segni di nervosismo. Il mago sudava vistosamente: dunque anche quel pochino di assenzio nel suo bicchiere cominciava a fare effetto. Forse si sentiva poco lucido, cominciava a temere di non riuscire nella performance ormai imminente. Fu lui, infatti, a tagliare corto, e sbottò: “Il momento è giunto, gli spiriti si stanno avvicinando, c’è una specie di elettricità nell’aria, non sentite?” I cugini, nonostante l’anticipo sulla tabella di marcia, decisero di sfruttare il momento e preparare il tavolo per la seduta.
“Un momento.. Scusate… nessuno mi aveva mai parlato di sedute spiritiche.. Io… io…” l’ometto dell’ufficio imposte si guardava i piedi, evidentemente in difficoltà; “Io.. Io sono allergico!” ammise poco dopo, in un sussurro che nessuno capì. “Non so, mi fa una strana reazione..” aggiunse fra sé, meditando di andarsene.
Da quando ebbe inizio la seduta, tutto fu più confuso. Come sapete, la piccolina, al processo, ha dichiarato che l’assenzio (“credevo fosse assenzio!”, alla tv, ricordate?) nei bicchieri dei cugini l’aveva messo lei: “speravo che si addormentassero tutti, così quel brutto gioco sarebbe finito e io sarei rimasta sola col mio amico.” mercoledìQuella ragazzina ebbe il coraggio di uscirsene con quel “Che c’è di male?”, mentre il giudice la condannava all’ergastolo. Sappiamo tutti com’è finita poi.. La lettera sugli abusi subiti dai fratelli maggiori.. E quell’altra frase (ricordate?),  pure certa stampa ci ricamò sopra, in cui ringrazia il “signore dell’ufficio imposte” per averle “prestato ascolto”.. Il suicidio in carcere.. È storia vecchia, lo so, allora perché non volete ascoltarmi?

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E sapete anche che il mezzano aveva già altre volte cercato di suicidarsi, anche se mai sbagliando così tanto.. Stavolta pare abbia  suicidato il povero “mago” al posto suo.. Beh, è uno dei pochi superstiti.. Oltre al parroco, che non parla da tredici anni.. Per voto, secondo la diocesi.. Il mezzano invece non avrà altre occasioni per tentare di uccidersi in quella stanza imbottita. O almeno così la pensate tutti.. Ve l’ho detto: al momento di formare la catena, l’intruglio di sostanze stava facendo già effetto nello stomaco del mago. Quando si infilò in bocca la pasticca per fare quelle carnevalate con la saliva, si accorse di avere sangue vero in bocca e si spaventò. Si spaventarono anche gli altri, come previsto. Ma forse al mago saltò agli occhi il sussulto del suo “complice”, il cugino mezzano. Un attimo dopo l’amico della cuginetta, come concordato nel disegnare il loro piano d’amore, se così possiamo chiamarlo, svenne. Gliel’ho ripetuto dozzine di volte come stavano le cose: dopo aver fatto finta di svenire, lei lo avrebbe subito trascinato in soggiorno, dove avrebbero aspettato che, in un modo o nell’altro, quella pagliacciata avesse fine. Ma il meccanismo ormai era azionato, e sembrava non esserci modo per fermarlo. Fu il cuginetto, sta anche sui verbali, a dare il via al garn finale… Fu a quel punto che il mago, assieme alla nuvola di fumo sotto al tavolo, cominciò a mandare uno strano odore. Sì, uno strano odore. E se vai a rileggerti la cronaca del tempo lo trovi anche sul giornale. Il povero prete da allora lo sente dappertutto. “Un odore come di zolfo”, parole sue. Le uniche, lo sapete… Poi il mago esplose. Letteralmente. Anche la scentifica non riesce a spiegare un bel nulla. Esplose portandosi con sé la moglie che lo aveva abbracciato, per aiutarlo, pochi istanti prima. Il cuginetto, come sostenuto da molti, deve aver perso la testa: il poverino deve aver pensato di aver sbagliato qualcosa e di aver causato l’esplosione. La polizia l’ha trovato carbonizzato, sopra il corpo del fratello maggiore: sembrava stesse tentando di strangolarlo… il piccolo diavolonon potete aver dimenticato l’orrore di qulle foto! Ma il maggiore, pure lui carbonizzato, era già morto, questo è sicuro.. Certo, i medici dicono per arresto cardiaco, ma se provate a chidere in città vi racconteranno una storia diversa… l’ometto dell’ufficio imposte è scomparso, da quel giorno non se ne trova traccia… o mi sono inventato anche questo? Tutti morti tranne il “giovane amico” dato per pazzo (ovviamente, non starei qui a scrivervi), un prete ormai muto e un virtuoso del tentato suicidio.
Mi sono inventato tutto? Davvero credete alla storia della fuga di gas? Del veleno per topi? Io lo ricordo bene, quell’ometto impacciato allo sportello dell’ufficio imposte.. Tutti se lo ricordano. Che fine ha fatto?

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