Perchè al “neodemocristiano” D’Alema preferiamo il “neocomunista” Vendola?

Perchè alla cattiva prosa preferiamo la buona poesia.

Perchè alla realpolitik plutocratica preferiamo di gran lunga la vibrante passione.

Perchè, da cinici impenitenti quali siamo, prima o poi abbiamo bisogno di lasciarci andare a una speranza. Collettiva.

Beninteso: gente come noi (che non riesce proprio a convincersi dell’efficacia della democrazia RAPPRESENTATIVA, della democrazia per DELEGA, condannata per definizione all’impossibilità di una reale PARTECIPAZIONE) ha bisogno di avere ispirazione molto più che fede. Quella stessa ispirazione necessaria a farci trovare il coraggio di deragliare dai dogmi. E di allontanarci, con orgoglio o vergonga, dalle figure carismatiche che ci hanno ispirato. Figure che andranno decostruite perchè, da razionalisti incorruttibili quali siamo, torneremo presto alla NOSTRA poeisa, e alla NOSTRA prosa.

Per questo se avessimo una pistola, il coraggio di usarla e un proiettile, la useremmo senza dubbio contro il falso amico, guardandolo dritto negli occhi, per evitare che allo scoppio della guerra ci spari alle spalle. Il secondo proiettile sarebbe per il nemico dichiarato, guardando negli occhi anche lui, fieri di adempiere al più nobile dei doveri civici. Il terzo proiettile non ce lo date, per favore, se non ci volete vedere corrosi dai dubbi: meglio puntarsi la pistola alla tempia o sparare a un grande ispiratore, sicuro poeta, probabile falso profeta?