Il bankabbestia
“Anarco-cafonalisti, bankabbestia, blazer-block, antagonisti della sosta vietata,
squatter a trazione integrale.Si assembrano in torme fumanti e
vocianti a Brera, lungo i Navigli, alle colonne di San Lorenzo
e intorno all’arco della Pace, complici baristi e ristoratori no-fiscal.”
[Il Sole 24 ore - Domenica 04/06/2006]
Buongiorno e benventuti al secondo appuntamento con “dis-lessico futuro”, mini-rubrica di neologismi e derive linguistiche.
La parola di oggi è Bankabbestia. Per rintracciarne la corretta origine, dobbiamo partire dal termine che ne rappresenta il parente più prossimo: il Punkabbestia.
Al contrario di quanto comunemente sostenuto, a nostro avviso la presenza di un cane (seppur distintiva del punkabbestia) con troppa faciloneria viene individuata come causa prima dell’accostamento del vezzeggiativo bestia alla parola punk, rappresentando piuttosto quella felice coincidenza che sancisce l’universalità di un’espressione altrimenti destinanta al limbo dei localismi. Riteniamo infatti plausibile che l’origine del termine punkabbestia vada rintracciata nella crasi tra punk (letteralmente: di scarsa qualità, da due soldi) e l’espressione idiomatica toscana a bestia (letteralmente: molto, eccessivamente). Secondo le nostre analisi, l’elemento propulsivo nella primissima diffusione del termine punkabbestia è infatti l’aspetto maggiorativo: non bastava indicare certi individui come punk, c’era da ribadire che erano molto punk, più punk degli altri, punkabbestia appunto. Forse perchè, nel frattempo, il punk era morto.
Anche nel bankabbestia si riscontrano simili ambiguità tra la componente “canina” e quella “maggiorativa”, ambiguità che possiamo sciogliere solo facendo ricorso al teorema dell’infallibilità del manicheismo acrobatico. Arriviamo di conseguenza a distinguere due opposte fazioni.
Il bankabbestia che piace noi.
Il bankabbestia che piace solo agli altri bankabbestia.
Il bankabbestia che piace a noi (d’ora in poi b.c.p.a.n.) è l’esponente della fazione canina. Di più, è un cane egli stesso, e per questo ci piace. Il b.c.p.a.n. è talmente cane che potrebbe anche essere il migiore amico dell’uomo. Se non fosse un bancario. La moglie del b.c.p.a.n. è generalmente un’oparatrice del s.e.r.t., una barista, un’antropologa fuori corso o un’altro b.c.p.a.n. di genere femminile. Il b.c.p.a.n. devolve l’otto per mille alla Chiesa Valdese e il cinque per mille a un’associazione culturale di infime proporzioni (che chiuderà la partita IVA due giorni prima di incassare qualcosa). Il restante novecentottantasette per mille finisce in concerti rock, birrette, benzina e cene con gli amici.
Il bankabbestia che piace solo agli altri bankabbestia (d’ora in poi b.c.p.s.a.a.b.) è l’esponente della fazione maggiorativa. Di più, è maggiorativo egli stesso, e per questo ci fa schifo. Il b.c.p.s.a.a.b. è talmente maggiorativo da
essere il migliore amico di se stesso. Infatti, se non è un banchiere, è comunque un bancario. Il b.c.p.s.a.a.b. si accoppia generalmente con maggiorate minorenni, minorate figlie di maggiorenti, promettenti veline o voraci lettrici di romanzi rosa. Il b.c.p.s.a.a.b. devolve l’otto per mille alla Chiesa Cattolica e il cinque per mille all’Audi o alla Mercedes (riuscendo a comprendere cosa siano il TAN e il TAEG). Il restante novecentottantasette per mille viene occultato, millantato o investito in speculazioni finanziare.
Mentre l’animale da compagnia preferito dal punkabbestia è il cane, il bankabbestia che piace a noi predilige accompagnarsi alla scimmia. Soprattutto di sabato sera, con tormentosi postumi che si trascinano fino al lunedì pomeriggio. Il bankabbestia che piace solo agli altri bankabbestia si accompagna agli animali più svariati, ma tende a costruire relazioni stabili principalemte con l’avvoltoio, lo squalo e la blattella germanica. Il punkabbestia si nutre di tonno, fuma stagnole di crack e pretende di far ballare la tekno al proprio cane; il bankabbestia che piace a noi mangia quello che gli capita sotto i denti, si fa pere di umiliazione e spera che un giorno troverà un altro impiego più dignitoso; il bankabbestia che piace solo agli altri bankabbestia divora quel che può in bellavista, scia sulla cocaina e prega Dio che tutto proceda come sembra procedere.
Punto d’incontro ideale tra il punkabbestia e il bankabbestia è il punkabbancomat. Capace di chiederti una sigaretta ogni tre sanpietrini, mentre sorseggia Hollandia sgasata acquistata con gli spiccioli scroccati a sprovveduti studenti, il punkabbancomat abita lussuose singole nei centri storici delle migliori città universitarie. Nel caso in cui gli avi del punkabbancomat siano bancari, o peggio banchieri, il punkabbancomat si trasformerebbe nel più bieco dei punkabbabbomat. Ciascuno di noi vorrebbe essere un punkabbabbomat, poi l’università finisce, o non comincia affatto, o subisce la “riforma” Gelmini, e tocca trovarsi un lavoro serio. O fare il bancario, con la doverosa scelta di trasformarsi in un b.c.p.a.n.
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Harebrained il 18 ottobre 2010 alle 19:20, ed è archiviato come Opinabilità, Storielle. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |








