Cartine
Prototipo di infiniti incipit (chiusi negli scatoloni)
Per scrivere una buona lettera d’amore,
bisogna iniziare senza sapere che cosa si vuole dire
e finire senza sapere che cosa si e’ scritto
(Rousseau)
Quando lo vide entrare, trascinandosi dietro quegli enormi scatoloni, l’editore strabuzzò gli occhi.
-ehm.. lei è il dottor Sentinelli?
-si.. scusi.. ecco: eccomi!
Il dottore indugiò, evidentemente imbarazzato; ma ormai aveva deciso, e partì tutto d’un fiato:
-sentamihadetto-un-mioamico, scusi l’intrusione, in effetti, devo far paura, ma non-è-tuttacarta, sa? –in effetti sono cartine, cioè, vabbeh, mi-ha-detto-un-mioamico, che ha pubblicato con voi, insomma che pubblicate autori esordienti, questo è un manoscritto, cioè, è meno di quello che pensa, sa? insomma, veda lei, vuol darci un’occhiata?
La domanda, che giudicò fuori tempo, suo malgrado gli servì per riprendere ossigeno. Stava per ripartire, ma l’interlocutore fu più lesto:
-cartine?
-…
-forse l’hanno informata male, dottore, noi pubblichiamo romanzi, a volte poesie..
-si, si, scusi. Certo. Credo ci sia anche qualche poesia. Ma so che voleva essere un romanzo. Ecco, vede, col lavoro che faccio, non l’ho ancora finito, lei mi capisce, ma credo sia un romanzo.
-e cosa c’entrano le cartine? guardi che..
-magari incompiuto..
-no, no, credo davvero l’abbiano informata male: niente fantasy, niente romanzi storici, per carità!
-è un’autobiografia!
-…
-…o qualcosa del genere.. credo..
-Dottore, ma lei non avrà trent’anni, cosa mi viene a dire che ha riempito quegli scatoloni con la sua autobiografia??
-..in effetti, è il primo capitolo, più o meno..
-suvvia!
-ma è leggero!
-si d’accordo, ma
-ma..
-sono sicuro che sia leggera, ma cosa vuole che gliene freghi, mi perdoni, alla gente, di leggersi la sua autobiografia in 10 volumi? sarà divertente, ma…
-ma no, è leggero lo scatolone, senta! …le cartine! -, concluse trionfante.
A questo punto aveva già scosso il primo scatolone davanti al volto, di mezza età e alquanto spaesato, dell’uomo che sedeva dietro l’ampia scrivania di legno scuro. Il silenzio che dovette sopportare dopo la sua ultima esclamazione, accompagnato dalla crescente consapevolezza di aver assunto un’espressione da ebete, lo spinsero a ricomporsi, compito che eseguì goffamente, col risultato di sentirsi ancora più stupido.
L’editore rimodulò, con maggiore enfasi, una domanda che aveva già posto: -cartine?
-ecco vede, ne ho una qua, sono numerate, è una delle prime.
Il dottore estrasse dal portafogli un pezzetto di carta e lo porse all’editore.
Era evidentemente una cartina, si vedeva in trasparenza il logo della Rizla. Messa in verticale, l’editore potè leggerne il contenuto: una calligrafia inclinata, un po’ sgorbia ma a suo modo elegante:
Mi illudevo
sperando che,
raccolte le
forze in soli-
-tudine, d’un
balzo avrei
raggiunto
la luna e con
essa il mio
senno: ho
sbagliato mi-
-ra, mi sono
spiaccicato su
una nuvola e
là sono rimas-
to,penzolando
Seguì un lungo silenzio, il dottore ansioso aspettava un cenno del distinto uomo di cultura che aveva davanti, che passò dall’indifferente al cogitabondo attraversando tutte le possibili impercettibili sfumature dell’umana perplessità. Il silenzio durò tanto a lungo da permettere al dottore di riordinare le idee:
-lo ha scritto un mio amico. Ne ha scritte centinaia… tutto sulle cartine… (il dottore, cercando di farla sembrare la cosa più naturale del mondo)
-affascinante (l’editore, buttando là un complimento a caso, per prendere tempo)
-all’inizio credevo fosse tutta roba scollegata, sono numerate ma non ci vedevo un filo logico. Invece c’è (il dottore, devoto)
-lei vuole dirmi che in quegli scatoloni ci sarrebbe un romanzo… scritto sulle cartine..? (l’ediotore, cauto)
-si. solo che ho bisogno di aiuto per sistemarle tutte (sincero, quasi infantile)
-questa è l’unica cosa che avevo capito fin dall’inizio (sincero, profondamente distaccato)
-c’è un filo logico, una storia, ne sono sicuro (marziale)
-un filo logico. una storia (pleonastico)
-un grande romanzo (liturgico)
-e il suo amico dov’è? l’autore? (lezioso)
-l’abbiamo perso. non si è fatto più sentire. scomparso. ha smesso di scrivere. avrà ricominciato a fumare (titubante)
-un filo logico. una storia (definitivo)
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Mr Hare il 15 agosto 2010 alle 12:54, ed è archiviato come Storielle. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |
















