Homo faber agricola

 

Semo nati pe’ fatica’
antico motto metalmezzadrile

Homo semper possidens

Il Metalmezzadro (Homo faber agricola), chiamato anche cuntadino arfatto, è una sottospecie di Homo sapiens, un primate bipede appartenente alla famiglia degli ominidi. La specie Metalmezzadro – di probabile origine marchigiana (antichi insediamenti, principalmente adibiti alla fabbricazione di elettrodomestici e caciotte, sono presenti in tutta l’alta valle del fiume Esino), ma diffusa in tutta la cosiddetta terza italia – è un primate a pelo corto, adattato alla vita terricola, onnivoro e dalle abitudini alimentari originarie di pastore-saldatore. La sua distribuzione attuale è in nuovo aumento, anche se gli antropologi stanno dibattendo se sia il caso di modificarne la denominazione, a fronte dei cambiamenti socio-economici, in metalmezzadro cassintegrato. [Secondo alcuni analisti, sembra si stia assistendo al ritorno alla coltivazione, ora che il padrone post-post-fordista (Homo semper possidens) ha scoperto la "delocalizzazione" (ovvero andare a raccattare saldatori e piegatori in cina, in messico, in polonia)]

La struttura sociale dei metalmezzadri è la tipica piramide, con Merloni al vertice, i democrstiani oligarchi (Homo insipiens pavidus, o Homo crociatus) al centro e tutto il resto della folla all’ultimo gradino, a mangiare cicerchia e patate per risparmiare e potersi comprare la mercedes e i rayban.

Homo crociatus

Le credenze religiose si fondano sul rigido rispetto della Scolastica, armonizzata dai vestiti buoni della domenica ma circondata da un fantasioso controcanto di bestemmie, usate come punteggiatura anche nelle conversazioni quotidiane.
Posti di rilievo nel pantheon metalmezzadrile sono occupati da altre divinità di derivazione pagana, in particolare Il Maiale e Le Mezzette (ora ribattezzate “spritz”, come conseguenza del predominio delle mode mitteleuropee).

Delle antiche tradizioni, il nuovo metalmezzadro conserva l’alcolismo, l’idioma dialettale e il Landini. Del tutto nuova, invece, è l’attitudine a prendersela col sempiterno padrone capitalista (fino a pochi anni fa adorato come un Dio).

Homo servus caeruleus

I rituali di accoppiamento si basano sull’esibizione di feticci e simboli del potere, che il metalmezzadro espone durante lughe passeggiate per il corso della città (le cosiddette vasche). La femmina dimostra interesse nei confronti del maschio dominante invitandolo a dimenarsi insieme a lei nelle piste di piccole discoteche, nascoste come suggestive abbazie in mezzo ai monti dell’appennino, con grande gioia delle forze dell’ordine (Homo servus caeruleus), che hanno decine di occasioni per andare a pesca di patenti durante le lunghe migrazoni notturne dei giovani metalmezzadri.

_____

So’ nato qui su pé stì vicolacci
ner millenovecentoventisette
e so’ campato sempre coi poracci
tra le miserie e tante barzellette.

Come istruzio’ non é che ce n’ho tanta
perché quanno ch’annavo allora a scòla
la fame che ci stava nel quaranta
me fece smette e presi la cariola.

Da la cariola poi passai al martello
giranno pé stì fabbri da strapazzo
ma el vero sogno mio fu sempre quello
d’avecce tanti sòrdi e non fà un cazzo.

‘Per chi non me conosce’, Peppe Terenzi
_____

Peppe Terenzi non aveva voglia di fare un cazzo, infatti era un poeta, non un metal-mezzadro.

Anche i Kurnalcool sono poeti, e hanno omaggiato l’entroterra montanaro con un brano di sicuro successo.

Noi ve lo proponiamo, col l’aggiunta di tutto il trash che siamo riusciti a trovare nelle nostre anime di metalemezzadri di terza generazione, emigrati per sfuggire al binomio cappe&trattori.

_____