Oblior non funziona!! (oppure non funziona la semantica quantitativa…?)
Lo ammetto, sono un narciso. E quindi vado a vedere se e come vengono indicizzati i miei post. Lo faccio anche perchè questi controlli fanno parte delle competenze di chi lavora o vorrebbe lavorare nel web. Ma questa è un’altra storia.
La storia di oggi riguarda Liquida, portale dedicato alle notizie e ai blog. Non conosco bene questi portali, ma oggi ho trovato il mio ultimo post tra le news di Liquida. Ottimo! Stappo una birra!
..poi il mouse cade su una faccina triste in basso a destra, dopo il riassunto dell’articolo. Orrore! Il mio post è triste?!
Ma attenzione, ecco che il magico mondo del web fa apparire una finestra che mi spiega cosa è accaduto:
l’analisi semantica, opportunamente pesata, ha rilevato che nel complesso il mood del mio post è “BAD!”, ovvero che il contesto emotivo o il punto di vista dell’autore nei confronti del tema trattato è negativo. Non so se avete letto “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Calvino. Beh, questo mi ricorda Lotaria (la sorella della protagonista) che, infusa di principi di semantica quantitativa, leggeva libri contando le occorrenze delle parole nel testo. La semantica quantitativa, quella a tratti, e tutte le altre semantiche idiote e fifone (o arroganti) che cercavano di mettere un ordine inesistente nel fluido universo dei significati, dal mio punto di vista, sono un completo fallimento. Ma anche questa è un’altra storia.
La storia di Liquida è il probabile frutto di un misunderstanding (lo scrivo in inglese perchè sono costretto: se devo rivolgermi a gente che appioppa un mood ai miei post….). L’errore riguarda le prospettive del magico mondo del web, il cosiddetto web semantico. Ora, nelle sue intenzioni (condivisibili o meno), il concetto di web semantico si fonda su metadati e informazioni volutamente utilizzati nella costruzione delle pagine. E ammetto anche che si possa ragionare, su basi quantitative, di coerenza tra le informazioni e i metadati che le descrivono, nel catalogare il caotico archivio di internet. Ma andare a contare gli aggettivi presenti in un testo per stabilire un mood e circondare di faccine tristi o sorridenti le notizie mi sembra un tantinello riduttivo. Così, un giorno, se vorrò selezionare notizie allegre, perchè mi sento un po’ giù, invece di guardare il Tg1 mi basterà andare su un portale di notizie, selezionare un punto tendente al “felice” nella barra degli umori e sperare che la pesata analisi quantitativa dei programmatori del portale mi restituisca esattamente le notizie che voglio, col giusto mix di aggettivi positivi e negativi.
In conclusione devo aggiungere che Oblior, la pastiglia per la felicità di cui parlavo nel mio post triste, evidentemente non funziona.
Ps: chi lo dice, poi, che “provocatorio” sia un aggettivo negativo??
Pps: passi il mood… ma che cacchio è il sentiment??
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Harebrained il 3 agosto 2010 alle 19:33, ed è archiviato come Opinabilità, PurpleHare. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |












