..ci sono, ci sono! Anche se, a giudicare dalla frquenza di aggiornamento di queste pagine, si potrebbe lecitamente supporre una mia fuga  in qualche località remota, o un viaggio nel tempo fino ad un’era “pre-digitale”.. Si potrebbe addirittura azzardare che, nonostante i sostanziosi emolumenti, io non possa permettermi una connessione. Niente di tutto ciò.

Il fatto è che stare tutto il giorno davanti a una tastiera, se di certo non inaridirà la mia millantata vena poetica, ha già mostrato le sue perniciose conseguenze: nessuna voglia di rimettermi davanti a una tastiera la sera, a casa. Male, male, malissimo. Perchè sarebbe la sera, a casa, che la tastiera stimolerebbe il volo della nottola di Minerva (qualcuno ricorderà l’antologia di filosofia delle superiori…?). Perchè sarebbe proprio la sera, davanti a una birra e al MIO COMPUTER, che avrei piacere di picchiettare, frenetico o trasognato, per parlare con voi (quattro gatti, i suppose) o chattare con la mia pizzicottina. Invece, come sopra, niente di tutto ciò. Capita più di frequente che la televisione si accenda da sola, mentre il cervello, per il principio di azione-reazione, va a dormire. Sconfitta delle sconfitte. Miseria miserrima. Il fondo è a due passi.

That's Rock!

Per fortuna, la musica. Qua in terra padana sembra che i tour manager riescano a incastrare date con la stessa scioltezza con cui si affrontavano i primi livelli di Tetris. In attesa della serata finale di Venezia (meglio: Mestre), dove in un ben noto festival sponsorizzato da una ben nota birra (che non bevo più, preferendole la Castello e la Pedavena, che con sommo sforzo si sono ribellate allo strapotere della mega corporazione e sono tornate a prodursi da sole, per così dire) ci godremo gli amati Pearl Jam, posso dire di aver inanellato una bella serie di concerti, da quando batto le strade del nord est. Marta sui tubi e Zen circus, su tutti. E poi i Tre allegri ragazzi morti, I Ministri, Beatrice Antolini,  A toys orchestra. E altri, maggiori o minori, che non rammento a causa della benedizione che mi rende smemorato, felice di uno stupore senza fine. Senza bisogno di droghe.

Dente, stasera. Col compagno di quest’avventura improvvisa e decisamente improvvisata che è la mia presenza in Veneto. La nostra presenza. Due scoppiati sul baratro dell’imborghesimento. Due alieni. A se stessi, innanzi tutto. Il rock ci salverà, ne sono certo.