Terza settimana di febbraio: 60 audaci saranno davanti all’ambasciata statunitense; tutti gli altri, audaci o meno, a dar man forte.

L’iniziativa, proposta da Enzo Di Frenna e Claudio Messora, è di quelle da appoggiare senza indugi.

Vale per te, che stai seguendo le vicende del decreto Romani,
e per te, che cazzeggiando su facebook potresti imbatterti  nella pagina del gruppo di coordinamento per la manifestazione,
e per te, che non ne sai niente di niente perchè certe notizie non devono fare agenda, e saranno derubricate ulteriormente se il web verrà regolamentato (leggi: irregimentato) come previsto dallo schema del decreto legislativo.

l'immagine scelta per promuovere l'iniziativaNon so se sarà questa o un’altra (spero più d’una) l’iniziativa che riuscirà a catalizzare l’attenzione necessaria.
Ma sottoscrivo col sangue le parole di Messora, di cui cito l’invito appassionato:

(…) io, voi, noi tutti andremo davanti all’ambasciata americana, a piedi nudi, incatenati, battendo i piedi per terra al suono dei tamburi, a passo di schiavo, reggendo tutti insieme un unico enorme striscione:

Mr. President, help internet in Italy