Una notizia che attendevamo da tempo: i Violavenere tornano in scena!
15 mag
Con estremo piacere annotiamo il ritorno dei Violavenere.
La formazione originale e al completo (Erika Ferranti alla voce, Maurizio Mezzopera e Federico Dagoli alle chitarre, Claudia Melchiorri al basso e Fabio Portinari alla batteria) ha già presentato, in due recenti date davanti a un fedelissimo pubblico che ne invocava da tempo la rinascita, i nuovi brani e i passati successi, dimostrando di essere in grandissima forma.
Questo meriterebbe un bel post, davvero.. ma il sottoscritto, purtroppo, per ora è riuscito a buttar giù solo queste due righe, nell’attesa che Erika, voce della band e socia fondatrice della PurpleHare, riesca a dedicarci altre due righe, per impreziosire questo brevissimo annuncio. Sempre che la nostra cantautrice preferita trovi un po’ di tempo, tra le prove per le prossime date con i Violavenere, i numerosi impegni con i Dr Sixties, le serate in duo (leggi: Premiata Ditta Ferranti-Pascucci) e i pomeriggi sotto il sole con le mani affondate tra le prosperose braccia di Pachamana… e chissà che non abbia dimenticato qualcosa!
Voi intanto cercatevi i vecchi video su youtube, fatevi un giretto sulla pagina soundcloud della band e non dimenticate di votarli per partecipare allo Sziget Festival!
Bentornati ragazzi, e.. keep on rockin’!!
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autoproduzioni, password e fondi di caffè
3 mag
Ciò che sta in basso è come ciò che sta in alto,
disse Ermete Trimegisto, che,
come tutti i fondatori di religioni, si è ricordato di tutto,
meno che di esistere.
[Pessoa, L'ora del Diavolo]
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Qualcuno potrebbe pensare che tutti questi keep out, questi crime scene, questi circolare, non c’è niente da vedere, non siano niente più che uno stupido vezzo. Altri, probabilmente coloro i quali conoscono almeno in parte la storia di questo blog, saranno portati a credere che questa segretezza, ormai, rasenti la paranoia, e cominci a puzzare di adolescenza e narcisismo. Altri infine, si saranno limitati a chiedersi, senza troppi giudizi, quand’è che il vecchio Hare troverà lo slancio per riaprire i battenti e far entrare un po’ di sole tra le pagine più cialtrone di questo blog.
Parliamo di ignobili password, ovviamente, e del racconto collettivo Fahrenheit 11-11-11. La saga a sei mani più farlocca del web.
Mettiamola così: non siamo certi del “quando”, ma abbiamo abbondantemente risolto la questione del “se”.
Circa il dannatissimo quando, la sua imprevedibilità dipende al momento da ragioni strettamente tecniche, editoriali.
La redazione ha iniziato un durissimo processo di revisione, la cui fase iniziale si è conclusa con una bozza di stampa dei primi 15 capitoli. Un successo.
Ora si sta prendendo in considerazione la proposta di affiancare al testo della storia (già di per sè azzardato collage di numerose voci narranti e mani scriventi) tutto il corredo di post che hanno raccontato (descrivendole in modi più o meno cifrati) le vicende reali che hanno accompagnato gli autori durante la scrittura di questo bizzarro esperimento.
Questa decisione complicherebbe parecchio il lavoro di editing, ma non è un aspetto che possiamo trascurare, perchè in molti momenti la realtà delle nostre vite è sembrata interagire con la storia che stavamo inventando, determinandone gli sviluppi ma anche (a volte sorprendentemente) subendone gli influssi.
Quella carboneria che abbiamo descritto nei racconti, e che ci sembrava niente più che un modo fantasioso per far crescere della narrativa tra le pieghe dei rigidi protocolli aziendali, si stava trasformando (ahinoi) nel nostro modo di abitare quegli spazi e di reagire a quelle rigidità, arrivando a contaminare i luoghi e i personaggi delle nostre vite reali. Forse perchè da subito anche loro hanno cominciato a credere (molto più di noi) alle sciocchezze che stavamo raccontando. E noi stessi siamo diventati i cospiratori di una involontaria e grottesca carboneria digitale.
Che Eco ci perdoni, perchè in ogni caso non intendiamo rimanere impiccati nel complotto che ci siamo candidamente inventati.
In conclusione, non ci è chiaro come risolveremo alcune questioni di ordine pratico, ma abbiamo già una “versione beta” che intendiamo aggiornare e rendere disponibile online (DRM free, of course).
Probabilmente non riceveremo le attenzioni di altri esperimenti di scrittura collettiva, ma sappiamo bene che c’è un nutrito manipolo di affezionati che non vede l’ora di scaricarsi il pdf e comprarsi la maglietta con il faccione di Bertolo, la tazza della Lega dei Nerd e la saponetta-bio-100%-naturale-no-additivi-chimici. Vi chiediamo solo di pazientare ancora un po’, perchè stiamo cercando di fare le cose per benino.
il fact checking sugli annunci di fact checking di Corriere.it
7 apr
Negli archivi del 23 ottobre 2012 di Corriere.it è possibile leggere ben due articoli (uno del vice direttore Daniele Manca e l’altro di Alessandro Sala) che annunciano una nuova iniziativa: il quotidiano on line si appoggerà alla piattoforma di fact checking collaborativo sviluppata dalla fondazione <ahref per invitare i lettori a verificare in maniera partecipativa l’attendibilità degli articoli.
Ora, a distanza di alcuni mesi, ci proponiamo di verificare l’attendibilità dell’annuncio del Corriere. Giacchè ci è sembrato che, svanito l’effetto retorico, anche la sostanza sia volata via: di articoli segnalati come “checkabili” (ovvero dotate del logo/widget/socialcoso e del corrispettivo link per sottoporre la notizia alla verifica partecipativa da parte dei lettori) ne abbiamo rintracciati davvero pochi.
Per procedere a questa verifica abbiamo deciso di usare quella stessa piattaforma di fact checking (che avrebbe dovuto irrompere, come un salvifico pungolo di verità e democrazia, tra le pagine di Corriere.it) segnalando qui e qui le due affermazioni salienti estratte dagli articoli “incriminati” e sperando che ne scaturisca un qualche corto circuito utile alla discussione.
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…ah, dimenticavo: già che c’ero, ho provato a stimolare qualche altro corto circuito:

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Per chi volesse approfondire: su factchek.it potete trovare risorse e riflessioni oltre che i video del recente convegno promosso a Trento sulla storia, gli sviluppi e le prospettive del fact checking.
Vi rimando invece a questo post di jumpinshark per avere un’idea di cosa potrebbe andare storto con la piattaforma sviluppata da <ahref.
E-II#2 – dove il Sabotatore sembra saperne di più
29 dic
L’ironia è una dichiarazione di dignità,
un’affermazione della superiorità dell’
[Romain Gary]
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Egonauta
Libro II
I giorni della Merla
Capitolo 2
Dove il Sabotatore sembra saperne di più
-Fa freddo per le scale, venite dentro scemi! Marco stava cercando di far ripartire la caldaia, si era bloccata stanotte. Gli avete fatto prendere un colpo, povera creatura!
-Un colpo, noi? Macchè/
-/chi è Marco, il sabotato/
-/non fate storie, forza, venite dentro. A proposito, ha chiamato un tuo amico.
Chiara fu interrotta dalle urla di Saverio, che si era precipitato in casa a pugni stretti: -Cosa volevi fare, eh? Di un po’ nanetto!
-Fermo, ma che fai? Mettilo giù, non lo vedi che è un ragazzino?
I 90 chili di Saverio non volevano prendere coscienza della loro assoluta supremazia sui 50 del “sabotatore”, per questo fremevano e guizzavano in ogni fibra, tesi nello sforzo di trattenere quella creaturina che, a dirla tutta, neanche aveva provato a ribellarsi.
-E mollalo, Savè!
-Mollalo? Perché stavi pasticciando con le caldaie? Voglio dire, con questo freddo? Che facevi?
I buoni uffici di Amedeo avevano calmato ben poco il suo irascibile amico.
-Savè, ti vedo confuso- sibilò il ragazzino, che aveva ripreso ossigeno e colore e forse voleva, col suo sarcasmo, riappopriarsi anche di un po’ di dignità. Fatto sta che Saverio non la prese bene, e lo dimostrò mettendo il corpo dell’impertinente tra sé e il muro più vicino.
Dopo il balzo da leone, Saverio scoppiò a ridere, e mollò la presa; il suo sguardo si era spostato dal ragazzino che stava strangolando ed era caduto sul poster di Brazil.
-Ok, e tu vorresti farmi credere che sei un idraulico? Quanti anni hai? Chi ti ha mandato?
-Save, ma non lo vedi che è il figlio della sorda, quella del piano di sotto? E finiscila con le tue paranoie, non siamo certo in una bella situazione, ma come ti viene di pensare che sia un sabotatore? Sembri un trattato di disturbi psichiatrici quando ti ci metti…
-Eri tu il nano all’acetilene?-; Saverio scuoteva la testa mentre porgeva una sedia all’interrogato.
-Scommetto che sono già cominciate le razie. Questi topi si infilano negli appartamenti e si mangiano le nostre scorte.. Continua >
E-II#1 – dove Saverio non ha tutti i torti
16 dic
“I giorni della Merla” in significazione di giorni freddissimi.
L’origine del quel dettato dicon esser questo:
dovendosi far passare oltre Po un Cannone di prima portata,
nomato la Merla, s’aspettò l’occasione di questi giorni:
ne’ quali, essendo il Fiume tutto gelato, poté quella macchina
esser tratta sopra di quello, che sostenendola di
il comodo di farla giugnere all’altra riva.
Altri altrimenti contano: esservi stato, cioè un tempo fa,
una Nobile Signora di Caravaggio, nominata de Merli,
la quale dovendo traghettare il Po per andare a Marito,
non lo poté fare se non in questi giorni,
ne’ quali passò sovra il fiume gelato.
[Modi di dire toscani ricercati nella loro origine, Pauli, Sebastiano]
-
Egonauta
Libro II
I giorni della Merla
Capitolo 1
Dove Saverio non ha tutti i torti
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-Amedeo, svegliati! Dai su, non farti prendere a schiaffi! In piedi! Dottor Martinelli, il dottor Staminchia la desidera nel suo ufficio!
-Cosa? Come?
Il quadro visivo del giovane dottore si ricompose sul faccione di Saverio, che spuntava di mezzo ai suoi piedi: gli dondolava mestamente le gambe, tenendolo per le caviglie.
-Save, che ci fai laggiù?
-Ma sei scemo?
Poi Amedeo capì: -Ah, tu sei lassù. ..sono svenuto? Cos’era quel mostro?
-Abbiamo un mostro in soffitta??- Saverio se la rideva.
-Come no, dottore? Certo, certo, dev’essere il figlio mostruoso della signora Calanchi. L’ha nascosto qui, incatenato, nutrito con le scorze e l’acqua piovana.
-E piantala! Chiara dov’è?
-Non lo so. Parlava al telefono e urlava “è svenuto è svenuto”. Mi ha trascinato di sopra. È lì che abbiamo visto passare l’idraulico. Chiara è corsa dietro al nano.
-Saverio, ma che cazzo dici?
Amedeo si stava rialzando, mentre insieme alla sua postura stava cercando di raddrizzare i frammenti sbilenchi di quello che gli era appena capitato. Decise di prendere per buono il racconto di Saverio. Tanto a fargli altre domande non ne avrebbe cavato comunque nulla.
-Ah… dunque il nano e l’idraulico se la stavano svignando e Chiara è corsa loro dietro, mentre parlava al telefono. E allora il ciclope che fine ha fatto?
-Certe volte mi spaventi, Amedè. Davvero credi di aver visto un ciclope? Continua >
E- Primo preludio
15 dic
“Un sogno che non si interpreta è come una lettera
non letta”, ha detto Rav Hisda, sapiente di Israele,
nel quarto secolo dell’era volgare.
Il comodino di ciascuno è ingombro
di una immensa corrispenza inevasa e questo è parte del disagio
di essere iscritti all’anagrafe di questo secolo.
[Erri De Luca]
Le ragazze con cui esco
hanno tutte i mostri sotto il letto
[Giorgio Canali]
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Egonauta
Primo preludio
(o sulle cause delle conseguenze)
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-Si sente meglio? è calmo?
-credo di si..
-Ezio, lo capisce che lo facciamo per il suo bene?
-si, come no?
-adesso facciamo enrtare un po’ di luce, va bene?
-perchè invece non mi porti una canna?
-sempre voglia di scherzare eh?
-…
-ecco, tiriamo su la tapparella.
-…
-buon giorno..
-ehi, puoi anche riabbassarla ora, non vedi che giornata di merda?
-adesso prenda le medicine, su!
-posso riavere il mio computer?
-lo sa che il dottore l’ha vietato.
-no, grandissimo coglione: l’ispettore l’ha sequestrato, è diverso. Continua >















